Una chiesa, tante epoche
Il Duomo di Mantova è dedicato a San Pietro ed è l’emblema della stratificazione architettonica di Piazza Sordello e di tutta la città. Il primo impianto risale all’XI sec.: una chiesa romanica di cui oggi rimane solo il campanile che a sua volta poggia sulle fondamenta di una precedente Casa Torre. Il fianco destro del Duomo, in cotto rosso, mostra l’intervento in stile gotico lombardo realizzato alla fine del Trecento dei veneziani Dalle Masegne, Pier Paolo e Jacobello. Nel famoso dipinto di Domenico Morone (1494) che mostra La cacciata dei Bonacolsi da parte dei Gonzaga possiamo ancora vedere un’immagine della facciata tardogotica in marmi policromi. La facciata attuale invece, viene realizzata nel Settecento da Nicolò Baschiera che si ispira alle chiese barocche romane.
L’intervento di Giulio Romano
Nel 1545, in seguito ad un incendio che rovina una cappella, l’interno viene completamente trasformato, e quello che vediamo oggi, a cinque navate divise da colonne corinzie, è l’impianto disegnato da Giulio Romano. Da segnalare, nel transetto destro, l’affresco che rappresenta la Dieta convocata a Mantova nel 1459-60 da Pio II.


