Meraviglia dell’arte barocca
Edificato tra il 1767 e il 1769, viene commissionato al parmense Bibiena dal Conte Carlo Ottavio di Colloredo, rettore dell’Accademia dei Timidi, con la funzione primaria di ospitare riunioni accademiche di spessore, ma anche di accogliere spettacoli e concerti.
Il Teatro Scientifico Bibiena, in legno e stucchi, è molto diverso dai tradizionali teatri a gradinata rinascimentali, e si distingue per la sua pianta a campana e tre ordini di piccoli palchi a balconcino con colonne in stile dorico, ionico e corinzio. Il palcoscenico è chiuso da una scena fissa a forma di loggiato a due piani dove il pubblico può affacciarsi e assistere alle manifestazioni.
I favolosi palchetti dipinti del teatro
L’abilità di Bibiena si manifesta nell’adempimento dell’impegno preso coi Timidi: concepire il teatro, regolarne i lavori e dipingere personalmente gli interni dei numerosi palchetti, decorati a tempera con paesaggi arcadici, divenuti a loro volta testimonianza tangibile dell’arte del maestro. Sebbene il Teatro Scientifico Bibiena susciti l’entusiasmo dei contemporanei, in poco tempo il consenso verso il progettista muta radicalmente, tanto che l’architetto è costretto a riprendere e a modificare più volte i disegni eseguiti per la facciata. Alla fine, viene accolto favorevolmente il progetto di Giuseppe Piermarini, orientato verso un linguaggio che ormai predilige quell’austera sobrietà neoclassica destinata ad affermarsi.



