Ca’ degli Uberti

Dall’esilio alla nobiltà

Agli inizi del XIV° secolo un ramo della famiglia Uberti, esuli fiorentini imparentati col celebre Farinata, citato nella Commedia Dantesca, trova asilo a Mantova, dove fa edificare il palazzo che da loro prende il nome.

La facciata su Piazza Sordello è frutto di un restauro cinquecentesco e si discosta dallo stile tardo gotico che ritroviamo sulle facciate verso Vicolo Bonacolsi, col portone ad arco acuto decorato in cotto. Il palazzo è collegato a Palazzo Bonacolsi da un passetto, un ponte sopraelevato che permette di spostarsi da un palazzo all’altro senza scendere in strada. All’interno, le decorazioni testimoniano le trasformazioni avvenute nel tempo. Nel piano nobile si trovano affreschi che vanno dalla fine del Trecento al Seicento con motivi floreali, putti, figure allegoriche e stemmi araldici, insieme a soffitti a cassettoni interamente dipinti e a camini marmorei del Cinquecento.

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