Palazzo Te

Villa di delizie, scrigno di passioni e leggende

Federico II Gonzaga, figlio di Isabella d’Este e Francesco II, commissiona a Giulio Romano la progettazione e realizzazione di Palazzo Te dal 1524. L’edificio si trova al termine di quello che oggi viene chiamato il Percorso del Principe, che da Palazzo Ducale attraversa la città fino a Porta Pusterla e Palazzo San Sebastiano. Qui, un ponte proseguiva fino ad un’isola, dove i Gonzaga allevavano i cavalli: l’isola del Te. Il nome deriva probabilmente da teietum, bosco di tigli o da attegia, che significa capanna.

Federico II desidera una villa più lussuosa di Palazzo San Sebastiano, fatto costruire dal padre Francesco II: un luogo di delizie ispirato alle grandi ville della Roma Imperiale dove dedicarsi a tutto ciò che ama. In particolare, a Isabella Boschetti, la donna per la quale prova una passione bruciante, rappresentata quasi ossessivamente dalla simbologia degli affreschi sulle pareti.

Giulio Romano, allievo di Raffaello, giunto a Mantova grazie a Baldassarre Castiglione, accetta di occuparsi dell’intero progetto architettonico e decorativo. Il risultato non può che essere di grande intensità emotiva: la Camera di Amore e Psiche, la Camera dei Giganti, sono esempi assoluti dell’arte manierista, in cui i miti classici vengono esaltati dalla potenza espressiva della pittura.

Villa di delizie, dimora suburbana, luogo di incontro per ospiti importanti: Palazzo Te è, ad oggi, uno degli esempi più raffinati di architettura cinquecentesca. Le sue stanze ospitano personaggi illustri, come l’imperatore Carlo V, nel 1530 e nel 1532, e il re di Francia Enrico III, nel 1574. 

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