Un gioiello del Rinascimento
Installato sulla torre nel dicembre 1473, l’Orologio Astronomico viene realizzato da Bartolomeo Manfredi, matematico astrologo alla corte di Ludovico II e allievo dell’umanista Vittorino da Feltre.
Fin dalla sua realizzazione, il mirabile meccanismo, emblema del tempo e della magnificenza dei Gonzaga, diviene fonte di interesse e curiosità per i cronisti del tempo e per tutti i cittadini, che non solo vi possono leggere lo scorrere delle ore, ma anche oroscopi e responsivi sull’andamento del clima e delle stagioni, sui giorni favorevoli alla semina, e sull’opportunità o meno di prendere decisioni, anche molto personali.
Un meccanismo straordinario, con più livelli di lettura.
La lettura del quadrante dell’Orologio Astronomico del Manfredi si articola su più livelli: la lancetta maggiore, a forma di stella, indica le ore – ventiquattro – segnate in numeri romani e incorniciate da un festone d’alloro con bacche dorate.
L’orologio in origine mostrava l’ora italica, che poneva l’inizio del giorno in corrispondenza del tramonto. Per questo, la prima ora è indicata sulla destra del quadrante, nella posizione in cui si vede il sole al tramonto. Più all’interno si trova il quadrante delle Ore Planetarie chiare e scure, collegato con l’Equatore Celeste (il cerchio azzurro sottile con i punti dorati): la combinazione di queste due corone e della Lancetta del Sole consentiva di capire quale fosse il pianeta dominante in una data ora. Più all’interno si trova la corona del mese lunare. Al centro, una figura femminile che rappresenta probabilmente la dea Latona, tiene nella mano destra il falcetto indicante i giorni lunari e, nella sinistra, la piccola finestrella circolare da cui si leggono le fasi lunari e la lancetta che indica la posizione della Luna nello zodiaco.

