Quest’area non è nata come piazza, lo è diventata solo con le demolizioni degli anni 30 del XX° secolo. Infatti, qui sorgeva un convento benedettino con foresteria per ospitare i pellegrini che facevano visita alla Reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo.
Il profilo in pietra bianca che vedi sul pavimento indica il perimetro originale del chiostro del monastero. Sui portici sono ancora visibili le decorazioni di grande prestigio volute dai Gonzaga. Lo stile potrebbe essere accostabile alla bottega di Lorenzo Leonbruno, allievo del Mantegna.
La piazza è oggi dedicata a Leon Battista Alberti, il maestro che ha teorizzato i principi dell’architettura umanistica diventando un punto di riferimento per tutti i suoi contemporanei. Ludovico II Gonzaga affida i lavori di ricostruzione della basilica proprio all’Alberti che gli aveva proposto “un progetto più capace, più eterno, più degno, più lieto”.
La ristrutturazione di Sant’Andrea si inserisce nel progetto di risistemazione urbanistica complessiva di Mantova: la Renovatio Urbis.
Accanto ad una seduta, sono esposti alcuni reperti in marmo originali della basilica e un bassorilievo che consente la lettura della facciata anche per i cechi.
La piazza è una tappa della Via Carolingia: sotto il portico della facciata laterale della chiesa è presente una lapide che ricorda il miracoloso ritrovamento del “Sacro Sangue” nell’804, al tempo di papa Leone III e di Carlo Magno.
Come puoi vedere, la facciata laterale della chiesa è incompleta in quasi tutte le sue parti, ad eccezione di alcune sezioni in cotto. Dalla struttura e dalle volute, è possibile vedere come il progetto fosse del tutto simile a quello della Chiesa di Santa Maria Novella in Firenze, capolavoro dell’Alberti.
Scopri di più
Basilica di Sant’Andrea
Longino e i Sacri Vasi
Mantova Carolingia


