La prima porta di Sabbioneta, Porta Vittoria
Sabbioneta conserva ancora la sua cinta muraria con bastioni a punta di freccia e con le due porte edificate al momento della fondazione. Vespasiano nel progettare la città vuole riunire gli ideali dell’architettura rinascimentale alle necessità militari e tattiche che una cittadella fortificata deve avere. Le porte d’accesso devono quindi essere funzionali alla difesa e, allo stesso tempo, raccontare la grandezza del Duca.
Rivolta verso i territori della Lombardia spagnola, Porta Vittoria viene eretta come prima porta d’ingresso alla città. Nella targa in marmo che la sovrasta si legge VESPASIANVS SABLON(etae) MARCH(io) ET CONDITOR PORTAM HANC BENE AVGVRATVS VICTORIAM DIXIT (Vespasiano, marchese e fondatore di Sabbioneta, scelse questa porta come augurio di vittoria).
Questo augurio vuole essere sia un buon auspicio di vittoria che un monito per chiunque abbia mire di conquista.
Sopra la targa, troviamo lo stemma marmoreo di Vespasiano che riunisce le famiglie Gonzaga e Colonna, per mostrare chiaramente a tutti chi comanda a Sabbioneta.
Da Mantova a Sabbioneta: l’utilizzo del bugnato giuliesco.
Alcuni dettagli di Porta Vittoria riprendono lo stile di Giulio Romano, che trent’anni prima, alla corte di Mantova, realizza Palazzo Te. Per la decorazione delle sue porte, che dovevano richiamare i fasti imperiali, Vespasiano predilige il bugnato giuliesco, decorazione a grossi blocchi di marmo lavorato che pone a contorno dell’arco a tutto sesto e sulle colonne decorative che scandiscono il ritmo della facciata.
Da questa porta i soldati dovevano monitorare gli accessi alla città, perciò, dispone di un loggiato coperto da un tetto di legno. Questo spazio, ora riaperto al pubblico, offre una vista unica sulla città e permette di comprenderne le dimensioni reali e di individuare la struttura urbanistica e i giochi prospettici progettati da Vespasiano.
Una curiosità: fino alla metà del secolo scorso, questo spazio era utilizzato per gli alloggi popolari.


