La leggenda narra che Longino, il soldato romano che trafisse il costato di Cristo, raccolse la terra imbevuta del suo sangue e la trasportò fino a Mantova. Alla sua morte, avvenuta per martirio della fede nel 34 a.C., la Reliquia venne sepolta e dimenticata per secoli.
Solo nell’804 la Reliquia fu ritrovata grazie ad un sogno premonitore in cui Sant’Andrea indicava il luogo dove cercarla. Carlo Magno, allora Imperatore, la fece legittimare da Papa Leone III e ne donò una parte alla cappella reale di Parigi (Sainte-Chapelle). Nel luogo del rinvenimento venne costruita una piccola chiesa in onore dell’apostolo Andrea.
Dall’inizio del XV secolo la reliquia è custodita in due preziosi reliquiari d’oro a forma di pisside ambrosiana, fatti realizzare da Isabella d’Este dall’orefice Nicolò da Milano. Nel 1848, durante i disordini e le azioni militari della Prima Guerra d’Indipendenza, i soldati austriaci li trafugarono e ne dispersero il contenuto. I Sacri Vasi attualmente in uso furono realizzati dall’orefice milanese Giovanni Bellezza e finanziati – come risarcimento del danno causato – dall’imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo. Riprendono la foggia della versione cinquecentesca, con l’aggiunta delle statuette di San Longino, Sant’Andrea e il Cristo Risorto, e sono realizzati a fusione in oro massiccio. La reliquia è conservata in un altare-cassaforte al centro della cripta di Sant’Andrea e viene esposta 2 volte all’anno, ogni Venerdì Santo e il 12 marzo, anniversario del ritrovamento.
I mantovani sono fortemente legati al culto dei Sacri Vasi come dimostra anche la presenza di formelle che li ritraggono sulle facciate di molte case cittadine.

