L’Accademia e il mondo degli studi nel Settecento

Con la caduta della dinastia gonzaghesca, Mantova perde il suo valore culturale fino all’avvento degli austriaci. In particolare, nella seconda metà del ‘700, Maria Teresa promuove la riorganizzazione delle attività accademiche.

Nel 1752 Maria Teresa autorizza l’istituzione di una Colonia Arcadica, detta Virgiliana, con sede in Palazzo Ducale e concede l’apertura dell’Accademia di Belle Arti (detta anche Teresiana), fondata dal pittore Giovanni Cadioli. 

Le autorità austriache avviarono poi un processo di unificazione delle Accademie mantovane con un nuovo assetto organizzato in quattro facoltà: filosofia, matematica, fisica sperimentale e belle lettere. 

La “nuova” Accademia, che assumerà il titolo definitivo di Reale Accademia di Scienze Lettere e Arti, comprenderà: l’Accademia dei Timidi, degli Invaghiti, della Colonia Arcadica Virgiliana e, dal 1768, la scuola di pittura e scultura istituita dal Cadioli.

In seguito, vengono aggregate altre classi d’insegnamento: agraria, ostetricia e idraulica, con l’intento di favorire la diffusione delle conoscenze tecniche e scientifiche, perfettamente in linea con la cultura illuminista.  Sostenuta da personaggi di rilievo nel panorama culturale italiano, l’Accademia divenne un punto di riferimento ben oltre i confini mantovani e diede impulso a importanti istituti culturali: il gabinetto di storia naturale, la pubblica biblioteca, l’orto botanico, il museo delle antichità. 

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