Città ideale, cittadella fortificata del Rinascimento
Vespasiano vuole dotare Sabbioneta di un sistema difensivo alla moderna, costituito da bastioni e terrapieni in grado di resistere agli attacchi delle artiglierie.
Perciò tra il 1556 e il 1589 costruisce una cinta di mura, elemento essenziale dell’assetto urbano, essenza stessa della cittadella militare, dentro la quale si svilupperà la città di Sabbioneta.
Il progetto di Vespasiano prevede una struttura fortificata di forma esagonale irregolare, alta circa sei-sette metri rispetto al piano di campagna e circondata all’esterno da un ampio fossato; agli angoli vengono edificati sei bastioni a punta di freccia dedicati a San Nicolò, Santa Maria, San Francesco, Sant’Elmo, San Giorgio, San Giovanni. L’impianto delle fortificazioni viene infine completato con l’apertura di due porte a forma di archi trionfali, a sud-est (Porta Imperiale) e a nord-ovest (Porta Vittoria).
Le mura inglobano anche la preesistente rocca di origine medievale ed il relativo fossato, nel tratto compreso tra i baluardi San Francesco e Santa Maria.
I resti della rocca fortificata
La rocca viene costruita per volere di Ludovico Gonzaga, nonno di Vespasiano. Per lui è stato fondamentale conservare questo edificio perché diventa simbolo dell’autorità gonzaghesca e, di conseguenza, legittima la presenza e l’operato di Vespasiano in città.
La costruzione aveva funzione di difesa del borgo di Sabbioneta: era una vera e propria roccaforte circondata da un largo e profondo fossato, unito alla piazza per mezzo di un ponte levatoio, e collegata al complesso di Palazzo Giardino tramite uno stretto passaggio coperto su archi. Viene abbattuto dagli austriaci tra il 1786 e il 1793. Oggi rimangono solo due torrioni cilindrici mozzi a ricordare la mole del castello.




