Nel Quattrocento i Gonzaga, ormai divenuti Signori di Mantova, invitano in città i maggiori artisti del tempo che, grazie alle loro abilità nella pittura e nell’architettura, realizzano i grandi monumenti che caratterizzano una corte rinascimentale; la città si trasforma e diventa luogo di incontro per personaggi importanti e per il mondo culturale. Ludovico II mette in atto la cosiddetta Renovatio Urbis, il rinnovamento della città.
Il cantiere della Basilica di Sant’Andrea, nel 1472, è il cuore di questo progetto di sistemazione urbana: molti assi viari conducono i pellegrini in chiesa per visitare i Sacri Vasi, emblema religioso e culturale della città rinascimentale. Su spinta dei Gonzaga vengono lastricate le strade, dipinte le facciate delle case, realizzati palazzi nobiliari per riqualificare le zone periferiche. Ogni edificio deve esaltare la Signoria, compresi i luoghi di servizio come le cinquecentesche Pescherie di Giulio Romano destinate al commercio del pesce.
Molti artisti si adoperano per modernizzare e impreziosire Mantova, tra cui Andrea Mantegna, che dipinge la Camera degli Sposi, Leon Battista Alberti, che progetta la Basilica di Sant’Andrea e il Tempio di San Sebastiano nell’area di espansione rinascimentale, e Giulio Romano a cui è affidata la creazione di Palazzo Te.
