Civitas Vetus e stratificazione della città

La città di Mantova si sviluppa in periodo etrusco-romano a partire dalla Civitas Vetus, città vecchia, che corrisponde grossomodo all’area dell’attuale Piazza Sordello, delimitata dal fossato dei buoi (oggi via Cavour e via Accademia) a cui corrispondeva la prima cerchia di mura. Al di fuori di Piazza Sordello c’era campagna, attraversata solo da strade romane costeggiate da una serie di edicole funerarie oggi conservate nel museo archeologico. Il resto era coperto da boschi e da acqua, un unico lago che circondava la città.

L’evoluzione della città inizia nel medioevo, verso sud, quando si costruiscono le piazze Erbe e Broletto e i relativi palazzi del potere e si realizza la seconda cerchia muraria all’altezza del Rio, il corso d’acqua realizzato nel XII sec. da Alberto Pitentino. A quel tempo Piazza Sordello si presentava come un quartiere, pieno di case strette tra loro che restò vivo fino alla fine del ‘300. Al di fuori della piazza c’erano piccoli borghi ognuno con la sua chiesa e la sua comunità di riferimento separati dalle zone paludose che contraddistinguono le valli del Mincio. 

Nel XV sec. la città si allarga ancora e Francesco Gonzaga fa edificare la terza cerchia di mura. Si creano nuovi assi viari, ricchi di palazzi nobiliari, che arrivano fino ad una zona di campagna suddivisa dalla Fossa Magistrale (attuali viale Risorgimento e viale della Repubblica). Qui avremmo visto l’acqua, tanti alberi e due isole. Su quella che prende il nome di Tilietum viene costruito Palazzo Te dall’architetto Giulio Romano. Sono gli anni delle ville suburbane costruite appunto fuori dalla città come luoghi di ozio e di svago. 

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